«Sono sardo,
sono italiano,
sono anche europeo»
S. Atzeni
A Mater, abile contastorie;
a Kar Karalis che mi ha fatto conoscere
questo libro sui danzatori delle stelle
GRAZIE!
È la felicità? Così breve? Così poca? Se esiste una parola per dire i sentimenti dei sardi nei millenni di isolamento fra nuraghe e bronzetti forse è felicità.
“Se esiste una parola per dire i sentimenti dei Sardi nei millenni di isolamento tra nuraghe e bronzetti forse è
felicità. Passavamo sulla terra leggeri come acqua, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia tra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenti verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta. A parte la follia di ucciderci l'un l'altro per motivi irrilevanti, eravamo felici.”
(..) Non potevamo fermare il ciclo dell’uomo, nessunopuò fermarlo. Dovevamo incontrare gli altri uomini, per
crescere. L’incontro ha un costo, pagarlo è inevitabile.
Passavamo sulla terra leggeri (leggi in versione pdf) di Sergio Atzeni (1952 –1995)