Trotula de Ruggiero
(1050- 1097)
La prima celebre dottoressa che la storia della medicina ci tramanda fu una salernitana, vissuta intorno a otto secoli e mezzo fa.
Si chiamò Trotula (o Trottula o Trotta o Trocta o Trota De Ruggiero), nome molto comune tra le donne della città di Salerno dal sec. IX e particolarmente nei secoli XI e XII.
"Tutte le donne rivelavano più volentieri a lei che non a un uomo ogni loro segreto pensiero e le aprivano la loro natura." da "Medioevo al femminile" di C. A. Thomasset
Di lei si sa che visse attorno al 1050 a Salerno, città aperta agli scambi economici e culturali con tutto il Mediterraneo... ebbe la possibilità di frequentare le scuole superiori e di specializzarsi in medicina.
La Scuola Medica di Salerno fu il primo Centro di Cultura non controllato dalla Chiesa e divenne talmente rinomata da essere considerata la prima università d'Europa.
La Scuola era aperta anche alle donne che la frequentavano sia come studentesse che come insegnanti e Trotula fu uno dei suoi membri.
... Trotula ebbe idee innovative sotto molti aspetti:
considerava che la prevenzione fosse l'aspetto principale della medicina e propagava nuovi e per l'epoca insoliti metodi, sottolineando l'importanza che l'igiene, l'alimentazione equilibrata e l'attività fisica rivestono per la salute.
Non ricorse quasi mai a pratiche medievali rivolte all'astrologia, alla preghiera e alla magia.
In caso di malattia consigliava trattamenti dolci che includevano bagni e massaggi, in luogo dei metodi radicali spesso utilizzati a quel tempo. I suoi consigli erano di facile applicazione e accessibili anche alle persone meno abbienti.
Le sue conoscenze in campo ginecologico furono eccezionali e molte donne ricorrevano alle sue cure. Fece nuove scoperte anche nel campo dell'ostetricia e delle malattie sessuali. Cercò nuovi metodi per rendere il parto meno doloroso e per il controllo delle nascite. Si occupò del problema dell'infertilità, cercandone le cause non soltanto nelle donne, ma anche negli uomini, in contrasto con le teorie mediche dell'epoca.
Annotò queste scoperte nella sua opera più conosciuta il De passionibus Mulierum Curandarum (Sulle malattie delle donne), divenuto successivamente famoso col nome di Trotula Major, quando venne pubblicato insieme al De Ornatu Mulierum (Sui cosmetici), un trattato sulle malattie della pelle e sulla loro cura, detto Trotula Minor.
"Siccome le donne sono per natura più fragili degli uomini, sono anche più frequentemente soggette a indisposizione, specialmente negli organi impegnati nei compiti voluti dalla natura. Siccome tali organi sono collocati in parti intime, le donne, per pudore e per innata riservatezza, non osano rivelare a un medico maschio le sofferenze procurate da queste indisposizione. Perciò la compassione per questa loro disgrazia e, soprattutto la sollecitazione di una nobildonna, mi hanno indotto a esaminare in modo più approfondito le disposizioni che colpiscono più frequentemente il sesso femminile."
prologo del De passionibus mulierum ante, in et post partum, l’opera più importante di Trotula - vero e proprio manuale di ostetricia, ginecologia e puericultura.
Nel XIII secolo le idee e i trattamenti di Trotula erano conosciuti in tutta l'Europa e facevano già parte della tradizione popolare. I suoi scritti vennero utilizzati fino al XVI secolo come testi classici presso le Scuole di medicina più rinomate. ... come altri testi scritti da una donna, venne impropriamente attribuito ad autori di sesso maschile.
La biografia è tratta da "Scienziate nel tempo. 60 biografie";
da scuolamedicasalernitana.it
e da letteraturaalfemminile.it
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