29.9.08

Mercatopoli in Festa: all'insegna del risparmio e del guadagno!

IL MERCATINO DELL'USATO CHE FA LA DIFFERENZA
Il concetto è molto semplice:
far vendere un oggetto da chi non lo usa più
a chi ne può ancora apprezzare l'utilizzo.


Il suggerimento deriva da un anonimo commentatore al blog che mi incuriosì circa l’esistenza di un’iniziativa come Mercatopoli, il modo moderno di concepire il mercatino dell'usato.

Colgo così l’occasione dell’avvicinarsi della data di
sabato 4 e domenica 5 ottobre
dove, per festeggiare la filosofia del ri-uso intelligente e consapevole, del riciclo, in un luogo eco-compatibile, all'insegna del risparmio, delle opportunità e dell'affare, ci sarà
Mercatopoli in Festa,
in moltissimi mercatini dell'usato aderenti al network Mercatopoli.

La festa si terrà nei punti vendita aderenti dislocati in tutta Italia (leggi sotto):
oltre ad uno speciale tavolo con occasioni speciali a 0,50 centesimi
sarà adibito uno spazio con un ricco buffet gratuito
e saranno presenti diversi momenti di giochi e animazione
tenuti da personale specializzato, clown, dj etc.


Per dettagli sul programma della festa, visita il sito web...


Un evento imperdibile per tutti gli amanti del vintage e dei mercatini dell'usato ma anche per chi crede in uno stile di vita più eco-compatibile!

Anche tu puoi guadagnare portando in vendita le cose che non usi più:
leggi qua come funziona mercatopoli.it


Ecco DOVE…

ABRUZZO
Mercatopoli Alba Adriatica (TE)

EMILIA ROMAGNA
Mercatopoli Bologna Porto 
Mercatopoli Bologna Panigale 
Mercatopoli Bologna Fiera
Mercatopoli Bologna San Lazzaro 
Mercatopoli Piacenza 
Mercatopoli Forlì Coriano 
Mercatopoli Ferrara Centro

LAZIO
Mercatopoli Roma Portonaccio

LOMBARDIA
Mercatopoli Bernareggio - Verderio Superiore (LC) 

Mercatopoli Segrate (MI) 

Mercatopoli Villa Guardia (CO)

PIEMONTE
Mercatopoli Asti

SICILIA
Mercatopoli Palermo Università

TOSCANA
Mercatopoli Firenze Legnaia 
Mercatopoli Pisa La Fontina

VENETO
Mercatopoli Bussolengo (VR)
Mercatopoli Rubano (PD)

27.9.08

A mio nipote

"L'amore
è il grande agguato
che la natura ha teso agli uomini
per propagarne la specie."


A. Schopenhauer

Ho 12 anni e faccio la cubista.

Ho 12 anni e faccio la cubista.
Mi chiamano Principessa.
Libro della giornalista Lombardo Pijola Marida
-Ed. Bompiani-

"Ho 12 anni faccio la cubista…" è un libro che documenta la vita degli adolescenti con età compresa tra gli 11 e 14 anni, quindi ragazzini delle scuole medie.
La struttura prevede 5 storie di ragazzi/e e messaggi tratti da chat e blog frequentati da adolescenti."

Il libro nasce dal lavoro d'inchiesta della giornalista, durato ben due anni, fatto di incontri con ragazzi di Roma e Milano, rintracciati nelle scuole,
e parallelamente, svariati trascorsi di tempo tra le pagine drammatiche e crude dei numerosi blog che offrono una panoramica esaustiva delle nuove dinamiche adolescenziali, della loro deriva peggiore che su Internet, agorà virtuale per eccellenza, trovano terreno fertile.

Sesso, discoteche, leggi del branco, soldi, alcool, droghe, violenze, pedofili, bugie, parolacce, anoressia, bulimia, pariolini, aborti, disvalori, bullismo e razzismo.. 226 pagine di pugni allo stomaco!!

Alcune citazioni tratte dal libro:

"Io ho 12 anni ma un fisico da 18enne. Faccio la cubista solo ogni tanto. Mi metto il gel luccicante, impazziscono.."


"Naturalmente le cubiste anche quest'anno dovranno essere pronte a servire se stesse nei bagni a pagamento su richiesta. Prezzi modici, pompa 5 euro, fica e culo 20...."


"Ho 12 anni. Lo odio. Lo amo. cosa scelgo?"


"Ho 13 anni, sono carina (...) Devo tornare entro le 19.30.. mia madre non sa neppure che vado in disko.. e poi posso uscire solo con la mia sorellina di 12 anni. Potrebbe lavorare anche lei?"

"Io ai miei genitori gli vado contro, sempre. Per esempio loro mi hanno detto -Nn fumare-. E io, per andargli contro, ho iniziato. Continuerò ad andargli contro, SEMPRE!"


"Io sono magra, 1,70, impenetrabile, stupenda, bellissima, razzista, fascista, dolcissima, che bacio bene... un tipo speciale!!"


"Idiota..
 Sabato ci incontriamo 
ti apro il cervello a testate 
e ti ci sputo dentro ok? 
PEZZO DI MERDA!"


Scusatemi ma ho la nausea.
Non ero preparata a questa fetta di realtà.
Anche se, forse, è meglio aprire gli occhi
ed imparare a conoscere i nostri giovani.

26.9.08

TURISMO IRRESPONSABILE

Paduang: un altro zoo umano tra le recluse dal collo allungato

La tribu Paduang, meglio conosciuta sotto il nome di 'Long Neck', vive nella provincia di Mae Hon Song dove si è riparata in fuga dalla guerra civile del vicino Myanmar, negli anni ’80 (qua sono rimasti i Kayan birmani ai quali è negata la libertà di lasciare i campi profughi, anche per ragioni turistiche).

Le “donne giraffa” Paduang allungano il loro collo aggiungando successivamente anelli di rame, respingendo giu le loro vertebre cervicali.

Le bambine nate nelle notti di luna piena 
ricevono il loro primo anello da collo all’età di cinque o sei anni 
e quando tra la testa e le spalle non c' e' piu' posto 
li mettono alle caviglie o intorno alle braccia . 
Anno dopo anno, 
sono aggiunti nuovi anelli,
fino a che, 
nel momento del matrimonio, 
i loro colli misurano circa 25 cm. 

Si suppone che questo costume insolito risalga ad un’epoca in cui i Paduang subivano frequenti attacchi da parte di tribù più forti, Deformando le donne in questo modo, riuscivano ad evitare che fossero catturate. Alcuni sostengono anche che gli anelli servivano da protezione contro i morsi delle tigri.
Col passare del tempo, le motivazioni originarie hanno perduto il significato, ma il costume è rimasto.

Zember, una ragazza di 23 anni, dovrebbe trasferirsi in Nuova Zelanda, ma insieme ad altri 20 Kayala non può partire.
"Quando ero giovane 
volevo indossarli 
e mantenere la tradizione", 
ha affermato Zember, 
"li ho tolti così mi lasceranno andare. 
Quando sto qui nel villaggio, 
loro fanno soldi con i turisti 
e non mi piace".

Anche lei, seguendo la tradizione, portava i tipici anelli al collo, poi, un po' per frustrazione un po' in segno di protesta contro quello che ormai vede come arma di sfruttamento, se li è tolti.

La tradizione è stata scorragiata dai capi tribali e dalle mamme che chiedono di poter salvare almeno le figlie da questa dolorosa pratica (Se si togliessero gli anelli, come si faceva in passato per punire le adultere, la testa resterebbe priva di sostegno, provocando il soffocamento).

Sfortunatamente, per soddisfare la domanda turistica, la tradizione rimane d'uso.
Il turismo del collo lungo, infatti, è diventato un grosso business nella provincia di Mae Hong Son, ma pochi soldientrano nelle tasche dei Kayan perchè tutto il mercato è gestito dai tailandesi.

Le Nazioni Unite 
hanno invitato a 
boicottare 
il turismo del "collo-lungo".

Questo blog accoglie le voci di protesta delle donne Padouang,
tra le figlie del vento,
e appoggia la campagna di boicottaggio
in nome del rispetto delle genti
e promuovendo le forme del turismo responsabile.



Leggi anche:

* "Recluse"

* “Farfalle sul Mekong”: Rassegnata per sé, è ribelle per Mula, la figlia di 9 anni......

* Archivio Corriere della Sera

25.9.08

Accanto al cuore della mamma Patrizia, per la "VERITA' PER ALDRO"

Ricorre oggi il terzo anniversario dalla morte del giovane Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara, in circostanze “oscure” durante un fermo di polizia

Federico, Aldro per gli amici, aveva trascorso il sabato sera al Link di Bologna ed era tornato a Ferrara solo a notte fonda.
Aldro a duecento metri da casa ha incontrato quattro poliziotti, tre uomini e una donna, che lo hanno processato e condannato.


Aldro a casa non c’è mai arrivato.
«Così all'alba del 25 settembre 2005 muore a Ferrara Federico, durante un fermo di polizia. Era un ragazzo di 18 anni appena compiuti. Rientrava a casa a piedi. Disarmato, incensurato, solo. Non stava commettendo nessun reato. Non aveva mai fatto del male a nessuno nella sua vita...».
Scrive la madre.

Morto, dirà sempre la perizia di parte, per soffocamento.
Non prima di aver preso una dose di botte incredibile: gli hanno rotto lo scroto e nella colluttazione, come ha riferito il Ministro Giovanardi in Parlamento, si sono rotti due manganelli sfollagente. Probabilmente quelli che gli hanno fracassato la nuca.

Morto per cause naturali, durante il trasporto in ospedale. Overdose, si dirà poi.

Caso chiuso!!

Ma i genitori non si rassegnano e chiedono la ripaertura del caso giudiziario e l'avvio di ndagini approfondite per stabilire le reali cause della morte, dopo che, al riconoscimento del cadavere del figlio, lo trovano coperto di colpi, lividi e lesioni.

Leggi il blog della mamma che raccoglie tutti i dati per aprire il caso e perché la morte del figlio non rimanga nel silenzio.

Anche questo blog accoglie ALDRO tra i Figli del Vento che richiedono giustizia e a cui dare voce per non soffocare nell'ingiustizia e nell'indifferenza.
A fianco dalla coraggiosa mamma Patrizia.

Le iniziative alla memoria nella giornata odierna:

FIACCOLATA PER ALDRO: Giovedì 25 settembre 2008, ore 21.30 -
piazza Trento e Trieste a Ferrara.

CONCERTO: Sabato 27 settembre, ore 21,00 -
presso “l’Officina ex AMGA” Viale Alfonso d’Este - Ferrara
(zona montagnone - San Giorgio,
in prossimità della palazzina denominata “Bagni Ducali”).

24.9.08

Il Giardino degli Incontri

"Saranno soprattutto i bambini,
oltre le nostre intenzioni,
che scopriranno il senso dello spazio
e i tanti loro modi di poterlo usare"

(Giovanni Michelucci)



Nasce da un'idea a metà degli anni '80 di un gruppo di detenuti politici (tra cui alcuni architetti) del carcere di Sollicciano, a Firenze, condivisa e sposata da Giovanni Michelucci uno dei maestri dell'architettura contemporanea italiana (scomparso durante la realizzazione dell’opera -1990-, pertanto non ha visto l’inaugurazione avvenuta nel Giugno 2007).

L'opera (che occupa circa 14 ettari tra impianti e cortili interni, con 1.600 m. di muro di cinta e camminamento di ronda) consiste in una nuova area per i colloqui dei detenuti con le famiglie e le persone autorizzate, in particolare tra genitori e figli, la parte più fragile ed esposta alla privazione della libertà del genitore, che così potranno incontrarsi in un luogo meno segnato dalla condizione di detenzione.

La vicenda progettuale del 'Giardino degli Incontri' rappresenta una storia emblematica di erosione creativa del muro di pregiudizio e della sostanza di esclusione che il carcere sempre rappresenta.

“Il mio interesse fondamentale non è il carcere, ma la città”,
così Michelucci spiegava, a quanti se ne meravigliavano, il suo interesse per il carcere, 
che lui vedeva simbolicamente come la più insuperabile delle barriere che si andavano moltiplicando nel tessuto urbano, 
e che spesso l’architettura si impegnava a trasformare in mura,
in separazioni fisiche.


La riflessione partiva dalla pesantezza della situazione ambientale in cui si effettuavano i colloqui con le famiglie e interessava le possibilità di recupero delle aree interne desolate e incolte.

Erano gli anni che godevano, in un certo modo di un clima favorevole creato nel 1986 dall'approvazione della Legge di Riforma penitenziaria nota come 'Legge Gozzini' dove le idee progettuali si arricchirono di nuove intuizioni e fu sviluppato, con maggior spessore il tema del rapporto con la città.

Fonti consultate per questo post:
Un'opera di Giovanni Michelucci nel carcere di Sollicciano a Firenze
Un progetto sul limite


Ed oggi, quante sono le barriere nei contesti urbani?
Quanti i muri tra i paesi e le separazioni fisiche costrette e violate?
Quali i pregiudizi nei nostri cuori?

23.9.08

“Welcome to Ko Pannyi”: lo zoo umano.

“Tutto finto,
a uso e consumo del turista
che si accontenta della recita.”

Tratto dal libro “Farfalle sul Mekong. Tra Thailandia e Vietnam” di C. Ruggeri che è stata una delle mie letture estive preferite e di cui vi lascio l’indirizzo per leggere on line il testo QUA…. e da cui prende spunto il mio post.



Si chiamano Moken, un gruppo etnico composto costituito poche migliaia di persone (drammaticamente segnati dallo Tsunami) che per secoli hanno condotto un'esistenza pacifica in perfetta armonia con la natura, creando una società nomade marina, spostandosi con le loro barche tra le coste meridionali del Mar delle Andamane, al confine tra Thailandia e Myanmar.
Sono chiamati anche 'Selong', ma sono nondimeno noti coll'appellativo di zingari del mare, che deriva dal fatto che le popolazioni Moken trascorrono quasi tutto l'anno migrando da un’isola all'altra su delle barche, vivendo grazie alla raccolta di frutti di mare, ma soprattutto grazie alla pesca.
Usualmente, essi si stabiliscono sulla terraferma solo nella stagione dei monsoni, costruendo temporanee capanne fatte di pali, bambù ed erba.

Sono conosciuti anche per la peculiarità genetica
di avere una sviluppatissima vista nelle immerioni subacquee.

Una cultura unica e affascinante,
basata su principi di rispetto e di armonica convivenza,
che oggi rischia di scomparire per sempre.



Un’ombra inquietante sta calando su questa popolazione con il rischio di snaturare e compromettere del tutto lo stile di vita di questi gitani.

Le autorità della Birmania hanno costretto questo popolo a stabilizzarsi sulla terraferma, anche per costringerli a partecipare a festival folkloristici, e i Moken sono stati costretti a fuggire nei pressi dell'isola thailandese di Phuket.

Qua il destino non è stato più generoso: il governo della Thailandia ha stretto accordi con alcune compagnie irresponsabili che usano il villaggio dei Moken di Rawai come uno zoo umano, portando i turisti in bus per guardare con aria stupida e puntare le loro macchine fotografiche alla gente come si trattasse di fenomeni da baraccone.

Solo nell’arcipelago Mergui di Myanmar sono stati trovati Moken che vivono la loro vita tradizionale sulle barche in mare. La miriade di isole qui dà rifugio forse a poche migliaia di loro.


“Il turismo responsabile 
è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica 
e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture.”

Ricordiamocene quando prenotiamo un viaggio…!


Letture consigliate:

20.9.08

Cous cous fest: un piatto per la pace

"Tremila anni di Cous Cous e undici anni di Fest"


dal 23 al 28 Settembre 2008

Il significato dell’evento è tutto racchiuso nel gesto della preparazione di questo piatto tra i più conosciuti al mondo e soprattutto tra i più diffusi nei Paesi del Mediterraneo: l’incocciata in cui le tradizioni non si sovrappongono ma si amalgamano pazientemente secondo un rito antico e armonioso. Il Cous Cous Fest è dedicato a questo piatto speciale che riesce a racchiudere al suo interno i colori i profumi e i sapori di tradizioni diverse legate da un unico mare.


Un viaggio all’insegna della convivialità e del gusto. È questa l’essenza del Cous Cous Fest, la rassegna dedicata al "piatto della pace" che unisce intorno a sé le diversità e le suggestioni dei popoli del Mediterraneo, nella splendida cornice di San Vito Lo Capo.
Delegazioni di chef provenienti da tutto il mondo si sfideranno nell’amichevole XI International Cous Cous Competition.

In programma indimenticabili esibizioni di world music, incontri a tema, talk food, laboratori gastronomici…

A sera è il tempo del Cous Cous Live Show: suoni e canti del mondo protagonisti nella piazza dinanzi il Santuario.

Per il programma consulta il sito: www.couscousfest.it

A rendere indimenticabili le notti del Cous Cous Fest sono stati negli anni alcuni dei più importanti esponenti della fusion e della world music: Khaled, Negramaro, Avion Travel, Agricantus e Africa Unite che hanno fatto ballare il popolo del Fest.

Ogni anno i suoni del Cous Cous Live Show vengono raccolti in un cd, testimonianza preziosa per tutti gli appassionati e souvenir musicale delle serate sanvitesi.

6.9.08

Questione di stile

«Non è il fine che distingue
i barbari dagli uomini civili,
i santi dai delinquenti,
ma i mezzi che si adoperano
per raggiungere questo fine...

dimmi che mezzi adoperi e ti dirò chi sei».


Vitaliano Brancati,
scrittore siciliano (1907-1954)
in "Singolare avventura di un viaggio-Sogno di un valzer" (1938)

5.9.08

Italia: 40° posto in classifica per la libertà di stampa

Libertà di stampa?

Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa:

"L'Italia, a causa dell'irrisolto conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si piazza al quarantesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia."


E noi blogger?

La rassegna stampa di stamane ha aperto con la notizia dell'obbligo di registrazione dei blog a contenuto giornalistico, ma non ho trovato, on line, una versione definitiva della sentenza.



Riassumendo le tappe con l'aituo di questo sito(www.ikaro.net), riporto anche a voi alcuni passi salienti:



Dopo la legge 62/7.03.2001 sull'editoria del governo di centro-sinistra,

il recepimento della direttiva 2004/48 CE sotto il governo di centro-destra,

il famigerato DDL Levi-Prodi ancora da sinistra,

arriva fresco fresco il DDL Butti:

"Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori." (Scarica in PDF)

Una storia già vista:

10 Aprile 2001 - intervista a Vannino Chiti in merito alla legge 62/7.03.2001 sull'editoria che sembra equiparare i blogger a testate editoriali, dopo il montare della protesta e le pretese di chiarimento in tal senso
I blogger si devono registrare (presso il tribunale, come testate editoriali)?
Vannino Chiti: "No. La definizione non implica l'obbligo di registrazione. E su questo non ci sono dubbi, non solo in via interpretativa, ma soprattutto in via formale. Perché la legge è, come si dice, 'non estensibile'. Cito testualmente: 'Per prodotto editoriale ai fini della presente legge', c'è scritto all'inizio. Solo ai fini della presente legge, ripeto, quindi questa indicazione sancisce in maniera esplicita e vincolante l'impossibilità di estendere la norma in via interpretativa. Pertanto le domande che nascono da questo assunto decadono perché non c'è alcun vincolo aggiuntivo di iscrizione di sorta da parte dei siti presenti su Internet".

Guarda però cosa succede qualche anno dopo.

14 Giugno 2006 - un blogger viene condannato per diffamazione in quanto direttore responsabile di prodotto editoriale
"Va subito detto che, essendosi provato ut supra che il M. era il soggetto che aveva la disponibilità della gestione del blog (noto con il nick di Generale Zhukov, ndr.), egli risponde ex art. 596 bis c.p., essendo la sua posizione identica ad un direttore responsabile"
17 Giugno 2008 - un blogger viene condannato per stampa clandestina, un reato nel quale possono incappare solo le testate editoriali, dopo 4 anni dall'oscuramento del suo sito.
"Si tratta della sentenza dei giorni scorsi dove il Tribunale di Modica avrebbe condannato Carlo Ruta - storico e blogger siciliano - per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato "Accade in Sicilia" e diffuso sul sito internet www.accadeinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale [...]"
Insomma, diteci cosa dobbiamo fare!!


Leggi approfondimenti su:

Articolo 21

Punto Informatico

Per contatti e informazioni:
accadeinsicilia@tiscali.it -
www.giornalismi.info/vocilibere

Per testimonianze: carlo.ruta@tin.it

4.9.08

Una dedica per tutti...

Con la collaborazione scientifica di “Scintylla” (σπινθήρα)
che ha fornito le “parole chiave” per i diversi segni zodiacali,
cui vanno i miei ringraziamenti.




ARIETE: intraprendenza & individualismo

“Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio.” W. James

“Vince solo chi è convinto di poterlo fare.” Virgilio


TORO: possessività & sensualità

“Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.” Friedrich Nietzsche

“Una notte d'amore è un libro letto in meno.” Honoré de Balzac



GEMELLI: intelligenza & grande comunicatore

“Gli uomini saggi sono sempre veritieri nella condotta e nei discorsi. Non dicono tutto quello che pensano, ma pensano tutto quello che dicono.” Gotthold Lessing

“Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita.” Federico Fellini



CANCRO: sensibilità & legame con la tradizione

“Le lacrime sono gocce di vita che nascono nei fiumi dell’anima e tolgono i sorrisi dal viso per far vedere la nostra vera sensibilità!” Mena Boccia

“L'abitudine è in tutte le cose il miglior maestro.” Plinio il Vecchio


LEONE: solarità, luce & generosità

“La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore. K Gibran

“L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo.” Sofocle




VERGINE: precisione, dettaglio & parsimonia

“Che cosa è più preciso della precisione? L'illusione” Marianne Moore

“Certe persone fanno così tesoro della verità che la usano con molta parsimonia” H. Ray Golen




BILANCIA: mediatore, dubbioso & perfezionista

“Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio.” Bertolt Brecht

“La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi.” George Bernard Shaw




SCORPIONE: passione & potere

L'intelletto non è una luce che arde senza olio, ma viene alimentato dalla volontà e dalle passioni” Bacon

“Qualunque cosa sogni d'intraprendere, cominciala. L'audacia ha del genio, del potere, della magia...” Johann Wolfgang von Goethe



SAGITTARIO: idealista, portato all'insegnamento, ad andare OLTRE..

“Sono più le persone disposte a morire per degli ideali, che quelle disposte a vivere per essi” H. Hesse

“Non esistono montagne impossibili. Esistono solo uomini che non sono capaci di salirle” C. Maestri




CAPRICORNO: solitario & granitico

“I solitari leggono molto, ma parlano poco e poco sentono dire: la vita per loro è misteriosa. Sono mistici e spesso vedono il diavolo dove non e'.” Cechov

“E' così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa e a un funerale il morto” Leo Longanesi

A(C)QUARIO: amicizia, fratellanza & amore universale

L'incanto della vita sta tutto nelle vere amicizie che coltiviamo.. Tarafa

Tutto proviene dal nulla e da questa comunanza di origine deriva il dovere di fratellanza e di pietà verso tutte le creature” Buddha

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi” F. Nietzsche




PESCI: misticismo, genio & follia

“Il desiderio di pregare è una preghiera stessa.” Georges Bernanos

“Non esiste grande genio senza una dose di follia” Aristotele





Vi riconoscete in qualche profilo?

3.9.08

"Un'ape non fu mai sorpresa da un'acquazzone" - Virgilio

Sensibilità maschile nelle isole Santa Cruz, in Melanesia.

"La struttura delle onde è quasi sempre complessa, costituita da diversi sistemi che variano in altezza, lunghezza, forma e velocità (...) ne consegue che ciascun navigatore delle isole deve scegliere le onde che considera più significative e attendibili (...) e può intervenire anche un elemento personale in questa selettività.

Mantenere la rotta (...) sembra essere più una questione di sensazione che di vista.

(...) Alcuni navigatori preferivano stare in piedi, molto attenti all'equilibrio, con le gambe leggermente divaricate, ad attendere finchè gli andamenti che cercavano divenissero prevalenti ("come se" -ndR) cercassero di stare a piombo sull'ondata, provando l'effetto di leggerissimi spostamenti dalla verticale, rilevati principalmente dall'oscillazione a pendolo dei propri testicoli"


Tratto dalla lettura de "Il libro del Vento" di Lyall Watson
su gentile segnalazione e concessione di "Er guru DY de Noartri"

Ad ognuno la propria arte e curiosità!

2.9.08

Non disprezzare

E' stato un amico blogger,

a solleticarmi a riprendere qualche spunto e lettura da un autore che ho sempre molto amato, che mi ha divertito e con il quale ho condiviso delusioni, ma anche entusiasmi, ideali e qualche fiabesca illusione.

Dice Nino: ".. scriviamo far conoscere ed apprezzare questo impareggiabile ed unico artista: Stefano Benni!".

Anche io ho dato del mio, da condividere con voi.

Buona lettura e buona serata.



Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza.
S.Benni


1.9.08

Cogli questo piccolo fiore

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano - e coglilo.

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo - e coglilo.

Rabindranath Tagore