“Non voglio più vivere con un marito che si ubriaca e che mi picchia!”.
L'incredibile vicenda di Sushila, una ragazza “dalit” (il termine che si è recentemente affermato come denominazione politicamente corretta per indicare coloro che, all’interno del sistema delle caste, occupano la posizione più bassa e miserabile, i fuoricasta, o harijan: 160 milioni di “intoccabili” indiani), ha commosso l'intera India… Eppure ce l'ha fatta a sfuggire al suo destino e a una tradizione che in India continua a essere molto diffusa (leggi la cronaca…).
L’intoccabilità permette alle caste di rango superiore lo sfruttamento degli inferiori, come è stato fatto per secoli.
Abolita, in realtà, dalla Costituzione indiana nel 1950 (articolo 17), permane ugualmente nelle aree rurali e genera comportamenti da “hidden apartheid”, come l’imposizione del divieto di entrare nei templi, partecipare alle cerimonie religiose di attraversare le zone dei villaggi abitate dagli appartenenti alle caste superiori; è vietato ogni, pur lieve, contatto fisico, come anche solo abbeverarsi alle stesse fonti di acqua dei membri delle caste superiori; i bambini nelle scuole devono sedersi distanti ed in fondo alla classe.
Cos’avranno mai di diverso i Dalit?
Meno leggi a regolare i rapporti nella famiglia e nella comunità.
Non praticano il vegetarianesimo
e, nei saluti, consentono l’abbraccio anziché il puro e casto (e affascinante) segno a mani giunte.
Esistono forme di discriminazione pesante come l’esistenza di negozi ad hoc
o l’impiego nei lavori più degradanti quali pulire le latrine e trasportare escrementi umani, scuoiare e rimuovere gli animali morti, scavare tombe, spazzare le strade dei villaggi.
Il poeta bhakti del XIII secolo Chokkamela nel Maharashtra dà voce ai Dalit:
"O, Keshava!...
Se mi hai dato questa nascita, perché me la hai data?
Mi hai posto al di fuori delle caste; sei stato crudele...". (Abhanga 6)
"O Dio, la mia casta è bassa; come posso servirti?
Ognuno mi dice di andare via; come posso vederti?
Quando tocco una persona, essa si ritiene offesa.
Chokkamela vuole la tua misericordia". (Abhanga 76)
Chiedono: "Come puoi portare la ghirlanda di Vithoba?"
Mi abusano e mi maledicono: "Perché hai profanato Dio"? (Abhanga 5)

Fonti ufficiali riportano almeno 3 crimini all'ora (assassinii, ferimenti, rapine …..) perpetrati nei confronti dei dalit,
più di 200 sono le donne dalit di età compresa tra i 6 e 70 anni stuprate ogni anno!
Le donne Dalith sono coloro che subiscono in assoluto più abusi e violenze fisiche e psicologiche. Sono coloro che hanno meno accesso ai tribunali e i loro diritti rispetto a qualcuno di classe superiore passano in secondo piano, tanto che, negli anni ’80 è nata la IAWS, (Indian Association for Women’s Studies) una associazione di donne per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.
Ma non erano INTOCCABILI?!
E che dire delle bambine costrette a prostituirsi per dovere religioso?
Secondo uno studio condotto dall’Associazione razionalista indiana, provengono tutte dalla casta degli Intoccabili e oltre il 70 per cento delle piccole inizia la professione prima di raggiungere i 14 anni di età.
Sono delle devadasis, le schiave di Yellamma o Yellardamma.
dedi = dio
dasi = schiava femmina
Leggi questo inquietante articolo su PeaceReporter
“Una famiglia viene a sapere che la figlia è stata scelta da Yellamma attraverso l’apparizione di un nodo tra i capelli della bambina, chiamato jat. Così si vedono bambine con grandi spirali di capelli lunghi fino alle ginocchia…
Da quel momento è facile riconoscere le devadasis.”
"Anche il mare ha una spiaggia.
Perché il mio dolore non ha limiti??"



"






"Emergency costruirà proprio a Nyala, capitale del Sud Darfur, un Centro pediatrico e cardiologico che possa assistere i bambini che vivono in città o nei numerosi campi profughi che la circondano, ma anche fungere da centro di riferimento cardiologico per l'intera regione del Darfur."
"AAA cercasi urgentemente clitoride