« Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici.
Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice»
Epicuro, Lettera sulla felicità (a Meneceo)
Nel suo giardino di Atene, Epicuro parlava contro le paure.
Contro la paura degli déi, della morte, del dolore e del fallimento.
"Gli dei sono perfetti quindi, per non contaminare la loro natura divina, non si interessano delle faccende degli uomini mortali e non impartiscono loro premi o castighi."

«La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più»
Rendiamo gioiosa, proponeva Epicuro, l'inevitabile mortalità della vita.
5 commenti:
certo...ci pensa silvio & co ad intristirtela :) ciao, sto scherzando
Ho proprio finito di leggere ieri Saramago, "Tutti i nomi", in cui dice "per morire basta essere vivi"...
Ciao!
E.
Ma no, dai; Silvius ci fa anche sorridere!
Eh, @Sole, in effetti: la morte la puoi capire solo da vivo!
In un sonetto di Renato Fucini c'era scritto:
Pare una buggerata
ma du'minuti avanti di morire
l'era vivo.
Grande Saa, viva Epicuro!!!
:)
Eh, canta bene Epicuro!Il "problema" esiste eccome!Esiste quando sei vivo perchè ci pensi per tutta la vita,(io ne ho terrore da quando ho l'uso di ragione o makighine, a piacere)ed esiste ancor di più quando muoiono gli altri ,specialmente se persona a te cara( mio nipote quindicenne è morto due anni fa, ma sembra ieri,e siamo "a domo rutta").
So che è inutile disperarsi,come per tutte le cose della natura,ma non sono nè saggia nè filosofa.
mater
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